GDPR: anonimizzare il proprio nome sui giornali

Un tempo il clamore suscitato dalla pubblicazione di una notizia sulla carta stampata non superava uno o due giorni. Da quando l’attività giornalistica ha fatto i suoi primi passi nel web le cose sono naturalmente molto cambiate, sia in termini di diffusione che di conoscibilità di una notizia su larga scala.

Da tempo ormai le maggiori testate giornalistiche hanno dovuto fare i conti con la massiccia presenza in rete di una moltitudine di quotidiani, blog, e siti diretti alla comunicazione globale di news, notizie e informazioni di interesse giornalistico, accettando – loro malgrado – di proiettarsi anch’essi su internet.

Questa digitalizzazione della stampa ha chiaramente modificato l’assetto dei diritti in materia di protezione dei dati personali spettanti ai soggetti coinvolti, estendendone non solo la platea dei lettori ma anche la permanenza in rete.

Per questo motivo è importante sapere come anonimizzare il proprio nome dalle notizie di giornale pubblicate online.

La disciplina cui fare riferimento è contenuta nell’ormai noto Regolamento europeo in materia protezione dei dati personali (meglio noto come G.D.P.R., General Data Protection Regulation), grazie al quale i singoli utenti possono ottenere la rimozione dei dati pubblicati online. A norma dell’art. 17 G.D.P.R. infatti l’utente ha diritto a chiedere la cancellazione delle informazioni personali al titolare del trattamento del sito ove queste sono condivise, sul quale grava l’onere di eliminarle senza ritardo.

In attesa che le procedure si stabilizzino – alla luce del breve lasso di tempo dalla entrata in vigore del Regolamento – nella realtà non è poi così semplice esercitare il Diritto all’oblio. Molte volte non è infatti possibile contattare i webmaster del sito per chiedere la rimozione dei dati personali perchè manca una Privacy policy adeguata o perchè lo stesso è irraggiungibile o, ancora, perchè mancano i requisiti per ottenere la cancellazione ai sensi del Diritto all’oblio; in quest’ultimo caso, l’interessato potrà chiedere l’anonimizzazione del proprio nome dall’articolo di giornale mediante la sostituzione con le iniziali del nominativo completo (ad esempio Mario Rossi diventerà M.R.).

Questa soluzione appare la più efficace per chi non possieda i criteri necessari per l’esercizio del diritto all’oblio, ovvero quando i dati di cui si richiede la rimozione non siano obsoleti (quindi siano di interesse attuale o comunque recenti) ma, al contrario, siano di interesse pubblico: in tutti questi casi l’unico rimedio per tutelare la privacy dell’interessato è quello di nascondere il nome completo e sostituirlo con le sole iniziali.

In alternativa, l’utente potrà chiedere a Google di deindicizzare le URL correlate al proprio nome dai risultati di ricerca visibili in rete: attraverso la compilazione di un modulo online l’interessato potrà domandare la rimozione delle URL direttamente al motore di ricerca, il quale darà seguito alla domanda solo in presenza dei requisiti richiesti per l’esercizio del diritto all’oblio.

In caso di rifiuto da parte di Google, l’interessato avrà a disposizione due possibili alternative: potrà rivolgersi all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (presentando un reclamo ai sensi delll’art. 77 Reg.to UE/679/2016) o, in alternativa, potrà presentare un ricorso al Tribunale competente (dove potrà altresì presentare richiesta per il risarcimento dei danni subiti).