Artrite reumatoide e alimentazione: quali integratori assumere?

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune, che interessa le articolazioni, solitamente quelle delle mani, dei polsi, dei piedi, delle ginocchia e delle caviglie che diventano dolenti, gonfi e, con il passare del tempo, doloranti. La malattia colpisce più frequentemente il sesso femminile, in particolar modo tra i 30 e i 50 anni.

 

Artrite reumatoide, sintomi

 

Le cause dell’artrite reumatoide non sono ancora chiare, ma sembra che dipenda da una combinazione di fattori genetici e ambientali, come per le altre malattie autoimmuni. È lo stesso sistema immunitario, infatti, ad attaccare il tessuto sano, confondendolo per un aggressore esterno e danneggiando la funzionalità delle articolazioni.

I sintomi, generalmente, compaiono in modo graduale (anche nel corso di mesi). Il fastidio più comune è la rigidità, soprattutto al mattino, nei movimenti delle mani o comunque delle articolazioni. Questo disturbo può presentarsi periodicamente, per poi diventare persistente e associarsi a dolore e gonfiore delle articolazioni.

Artrite reumatoide alimentazione corretta

Alcuni alimenti possono essere utili nel trattamento dell’artrite reumatoide, come quelli ricchi di acidi grassi EPA e DHA, quindi sgombro, tonno, aringhe, sarde, alici, pesce spada, merluzzo, salmone; e quelli ricchi di acido alfa linoleico (o ALA) e gamma linolenico (o GLA) come i semi oleosi e i relativi oli, le alghe azzurre (es. spirulina), semi e olio di enotera, semi e olio di borragine e olio di canapa.

Gli alimenti ad alto contenuto di carboidrati raffinati e quelli ricchi di acidi grassi saturi, come burro, margarina, strutto, olio di palma, carni grasse, formaggi grassi, fritture e prodotti da forno industriali, peggiorano la sintomatologia dell’artrite reumatoide. Anche l’abuso alcolico  e l’obesità hanno un impatto negativo sulla malattia, favorendone il peggioramento.

Artrite reumatoide e integratori

Alcuni integratori alimentari possono essere utili nel trattamento della malattia. Le evidenze scientifiche più significative riguardano i supplementi a base di acidi grassi polinsaturi essenziali della serie Omega 3 (EPA, DHA e acido alfa linoleico) e acido gamma linoleico.

Gli acidi grassi essenziali Omega 3, soprattutto il suo componente EPA, migliora i sintomi della malattia grazie alla sua azione antinfiammatoria. L’acido gamma linoleico (o GLA) invece, è un acido grasso essenziale Omega 6 e aiuta a ridurre il dolore, il gonfiore e la rigidità articolare. Tali composti sono ben tollerati dall’organismo e non vi sono particolari controindicazioni all’assunzione, tuttavia in alcune persone possono causare disturbi gastrointestinali. L’uso in gravidanza e durante l’allattamento necessita di supervisione medica.